mercoledì 19 novembre 2014

Vino bollito - Véin brulé | Cucina Piemontese

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Cucina e territorio di casa nostra 

presenta

Castagne e vino









Cucina del Piemonte .... oggi cuciniamo con il VINO

Vino bollito detto "véin brulé"(nel dialetto novese, provincia di Alessandria) è una preparazione tipica del periodo freddo soprattutto nelle campagne e nelle zone di alta collina. La diffusione della ricetta in rete è talmente alta che quasi non volevo nemmeno condividerla. Ma basta digitare in un motore di ricerca vin brule - Piemonte che troverete circa 43000 links che non sono bazzeccole! sicuramente la ricetta non è una e sola, ma varia di famiglia in famiglia e di zona in zona.

Oggi vi racconterò della mia versione che prende spunto da un libro dialettale che adoro "I novesi a tavola" e nel quale si trovano spesso spunti per sorridere un pochino:

"quando i dottori erano pochi e i medicinali quasi una rarità era in uso la ricetta del vicino e dell'amico.....(infusi, impiastri, ...) - e qui l'autore dice - ...a casa mia, essendo tutti di buon bicchiere, si curavano le malattie con il vino cotto e, sinceramente, esclusi i casi di fratture, si ottenevano discreti miglioramenti"

Vino bollito

  • In una pentola di coccio versare un litro di vino rosso (dolcetto - nebbiolo).
  • Aggiungere pezzetti di cannella, chiodi di garofano, buccia di limone.
  • Coprire con carta straccia e far bollire pochi minuti
  • Appena noterete che la carta sarà inumidita fare un foro al centro e accendere il fuoco (questa operazione serve per annullare la formazione di alcol etilico che si è formato in ebollizione, come consiglia l'autore!)
  • Servire in tazze calde
consiglio

Se potete non acquistate i vini brulé già pronti solo da riscaldare, nè tantomeno i preparati di spezie. Spesso sono prodotti con vinelli di bassa qualità, il cui gusto viene coperto da quello di spezie e zucchero. Ci vuole davvero poco per prepararlo in casa. Si conserva in frigo anche un paio di giorni, basta scaldarlo prima di consumarlo. Ma ricordatevi di riporlo dopo averlo filtrato ed aver eliminato spezie e scorze altrimenti rimane troppo carico e forte di aroma.

A piacere potete aggiungere noce moscata, pepe, zenzero, scorza di arancia, tocchetti di mela e pera e zucchero. 

Vein brulé 


Il Dolcetto è un vitigno (da cui prende il nome anche il vino) tipicamente diffuso in terra Piemontese. Il vino è ottenuto in purezza con uve dolcetto al 100%, il suo colore rosso rubino, profumo vinoso, morbido e armonico,
A seconda della zona di produzione troviamo:
Dolcetto d'Acqui
Dolcetto d'Alba
Dolcetto d'Asti
Dolcetto delle Langhe
Dolcetto di Diano d'Alba  
Dolcetto di Dogliani

Il Superiore viene invecchiato dai 10 ai 14 mesi.

Il Nebbiolo è un vitigno a bacca nera diffuso in Piemonte soprattutto per la preparazione di vini da invecchiamento. Il nome pare provenga dal fatto che spesso la sua vendemmia è tardiva quando proprio iniziano a salire le prime nebbie. O alcuni riferiscono che l'acino ricoperto da molta pruina le conferisca questo aspetto nebbioso opaco.
Viene vinificato spesso in purezza grazie alle sue caratteristiche organolettiche che lo rendono  stabile sia come aromi che come colore. Note fruttate, e di spezie sono la sua caratteristica principale. Da questi ricchi grappoli nascono i famosi Barolo e Barbaresco.


vino bollito - ricetta piemontese


Dal punto di vista culinario il Vin Brulé è una preparazione di vino rosso, (zucchero), spezie, diffusissima anche nei paesi europei del nord, e in quasi tutta l'Italia del nord. E' davvero immancabile nei mercatini di Natale e nella zona del Piemonte è diffuso nelle feste di paese nel periodo che va dall'Avvento al Carnevale. Dal punto di vista conviviale spesso si trovano a condividere un bicchiere di vin brulé (magari preparato dalle associazioni degli alpini, maestri nella preparazione), sui sagrati delle chiese, appena terminata la messa, sia uomini che donne, fedeli e non. 


ricetta e tradizioni del Piemonte

domenica 19 ottobre 2014

Dolce di zucca di Cortazzone | Cucina Piemontese

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Il nostro appuntamento con la raccolta di ricette delle regioni italiane, delle tradizioni e del territorio è pronto ad accogliere alcune nuove amiche e le loro rispettive regioni.


Con piacere siamo sempre alla ricerca di spunti, idee e stimoli che vogliamo condividere con i nostri lettori, e non mancheremo di portare qualche novità nei nostri blog a breve!



Ottobre è un mese autunnale dai sapori e dai colori carichi e dai profumi di prodotti della natura davvero inconfondibili (funghi, tartufi, zucca, topinambur, pere, cachi...)


La nostra scelta è ricaduta su un ingrediente molto versatile nella cucina, più diffuso forse al Nord rispetto al Sud Italia, ma che ci ha comunque trovate unite nel trovare piatti diversi e particolari che alla fine, ci siamo rese conto, potrebbero essere un vero e proprio menù d'autunno a base di...




Zucca


Volete approfittarne per scegliere uno dei piatti per una vostra cenetta tra amici? o per una festa a tema? ecco le nostre proposte:

Cucina del Friuli Venezia Giulia: Pane con la zucca - Pan cun la coce da Stefania di Nuvole di Farina
Cucina della Lombardia: La Marmellata di Zucca da Carla di Le delizie della mia cucina
Cucina della Toscana: Zuppa di zucca e cavolo nero da Ilenia di Senticheprofumino
Cucina del Piemonte: Dolce di zucca di Cortazzone qui da me
Cucina del Lazio: Pasta con la zucca (ricetta di Stefania, grazie!!) da Silvia di Acqua e farina
Cucina della Calabria: Zucca gialla "ca gghiata" da Giovanna di Pasta e non solo
Cucina della Campania: Zucca fritta da Paola di Cioccolato amaro
Cucina della Basilicata: Cavatellini con purea di zucca, pancetta e burrata da Nadina di Pasticciando con magica Nanà
Cucina della Sicilia : Zucca in Agrodolce di Patrizia di Angolo cottura


La zucca in Piemonte è ampiamente coltivata, numerose sono le feste e le sagre che si svolgono in questo periodo nel territorio. A Piozzo (CN) si svolge ogni anno una fiera regionale importante, purtroppo per quest'anno non farete più in tempo, ma vi lascio il link per sbirciare e per prenderne nota per il prossimo anno!

Cortazzone: è un piccolo comune piemontese in provincia di Asti, non ho mai avuto il piacere di visitarlo, ma trovando questa ricetta tipica, ammetto che la voglia di andare per colline mi ha davvero rapita. Il paesello risalente al IX secolo fu donato al vescovato di Pavia, tale feudo fu dominato da una potente famiglia di banchieri per oltre quattro secoli, salvo un breve periodo di dominio visconteo. Degna di nota la Chiesa romanica di San Secondo tipico esempio di architettura medioevale (fonte wikipedia)

Dolce di zucca di Cortazzone 
(ricetta tratta dal libro " La cucina piemontese in 1000 ricette tradizionali" di Laura Rangoni)

Ingredienti
300 gr di pasta frolla (usate pure la vostra ricetta preferita) (*)
500 gr di polpa di zucca (io biologica)
1 confezione di panna
3 uova (io biologiche)
60 gr di burro (io 40 di burro di montagna, molto saporito)
100 gr di pinoli
noce moscata
cannella in polvere

Dolce di zucca di Cortazzone


Preparazione

  • preparare la pasta frolla(*), conservarla in frigo avvolta nella pellicola
  • Cuocere la zucca tagliata a tocchetti col burro, fino ad ottenere un composto cremoso e morbido
  • Frullare la zucca con uova, panna, cannella e noce moscata in polvere (queste ultime dosaggio a piacere)
  • Aggiungere i pinoli e mescolare bene (tenere una manciata di pinoli da parte per decorare)
  • Stendere la frolla in teglia (io ho usato una teglia rettangolare e due piccole da crostatine) e versarvi il composto e cospargere i pinoli sulla superficie.
  • Cuocere a 180°C per 40 minuti (25 minuti per le crostatine)



(*) Pasta Frolla: 300 gr di farina, 120 gr di burro, 2 uova intere, 1 tuorlo, 80 gr di zucchero, scorza di limone, pizzico di sale, (la punta di un cucchiaino di lievito per dolci). Questa volta ho usato queste proporzioni.



venerdì 3 ottobre 2014

Wurstel e zucchine con fiori secchi in misticanza

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Una non ricetta è esattamente quello che ci vuole per sfondare nel mondo dei blog vero?

A dire il vero ultimamente vedo di tutto: ricette copiate pari pari da ricettari conosciuti e nemmeno citati, ricette a cui si appioppa un nome diverso dall'originale per farlo sembrare un piatto nuovo, Cracco (che adoro) che mi sforna ricette con la patatina, blogger a caccia di successo disposte a fare finti showcooking nelle cucine dell'esposizione Ikea....chissà se con questa mia proposta riuscirò a far parlare di me tra i peggiori blog della rete!?!?
Che non si dica che non ci ho provato! ihihih


Forse non avrei nemmeno dovuto fotografare questo piatto tanto semplice, tanto veloce e tanto banale!!! Ma visto che i due semplici avanzi di frigorifero sono riusciti a stupirmi e a stupire il palato altrui....beh, eccovi l'idea.


Nessun commento sui wurstel, notoriamente conosciuti come alimento poco salutare, sfido chiunque a dire che non ne ha mai avuto almeno un pacchetto nel frigorifero. Avete sorriso ed annuito con la testa, lo sapevo!




Wurstel e zucchine
aromatizzati alla misticanza di fiori

Ingredienti x due persone

2 wurstel grandi
2 zucchine medie
acqua o brodo q.b.
2 cucchiaini di olio
misticanza di fiori (io uso la sonnentor) (*)


(*) sale, aglio, rosa damascena, origano, basilico, aglio selvatico, rosmarino, timo, calendula, fiordaliso


Procedimento

  1. Tagliare a rondelle sia i wurstel che le zucchine pulite
  2. Rosolare in padella di ceramica le zucchine in olio per qualche minuto, eventualmente aggiungere qualche cucchiaio di acqua o brodo
  3. Aggiungere, una volta assorbita la parte liquida, i wurstel e lasciare rosolare bene
  4. Assemblare gli spiedini alternando una rondella di wurstel e una di zucchina
  5. Spolverare con la misticanza di fiori che renderà profumato e sapido il vostro velocissimo aperitivo improvvisato


Tempo di realizzazione 10 minuti netti, giusto il tempo necessario per far bollire l'acqua della pasta, e per gustarvi un veloce finger food. 

Ho volutamente riportato l'elenco delle erbe e fiori della misticanza Sonnentor che uso io, a vostro piacere se non la trovate nel vostro negozio biologico di fiducia, potete mixare spezie o erbe aromatiche che avete nella vostra dispensa.
Sonnentor NON è una azienda con cui collaboro, ma solo un marchio che adoro ed acquisto!!! 

ATTENZIONE!!
POST PSEUDO IRONICO
...
SOLO PER FARCI INSIEME UNA RISATA,
(MA ANCHE UNA PICCOLA MEDITAZIONE!)