giovedì 12 gennaio 2012

Stufato di maiale con scalogno

L'idea di preparare uno stufato, di quelli veri con carne che cuoce per lungo tempo, mi balenava nella mente da parecchio. Non avendo a disposizione una bella pentola di coccio mi sono dovuta accontentare di una semplice pentola con il fondo spesso.

Come sapete abito in piena campagna e vicino ad un agriturismo. Quando si decide di cucinare la carne, basta percorrere solo due chilometri e ci si trova con prodotti genuini tra le mani. Le ricette realizzate sono sempre ottime, vista l'alta qualità del prodotto.

Oggi sono passata a comprare un bellissimo filetto di maiale. Pensando già ad una ricettina per poter partecipare al contest "Lo stufato" del blog Burro e Miele. Il contest è davvero interessante, il giudice Gualtiero Villa è uno Chef e sarà lui a provare le 5 ricette finaliste. La location e il premio sono legati a Teatro 7, qui si proveranno le ricette  e proprio qui il vincitore potrà partecipare ad un corso di cucina....chissà chi sarà il fortunato? Le ricette in gara sono tutte stupende e ben realizzate, sarà durissima!!!


Ingredienti
I protagonisti
700 gr di filetto di maiale
5 scalogni biologici biondi

I registi
6 cucchiai di olio di oliva ligure
sale di Camargue (q.b.)
pepe bianco (q.b.)
4 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaino di aglio in polvere (o due spicchi di aglio freschi)
1 cucchiaio di miele bio

Le comparse
400 ml acqua (o brodo vegetale, meglio ancora!)
1 bicchiere di vino bianco (Timorasso dei Colli Tortonesi)

Procedimento
Tagliare il filetto a pezzi. Scaldare l'olio e far rosolare il filetto di maiale dopo averlo cosparso di sale e pepe.


Rosolare il filetto
Togliere appena si colora un poco. Aggiungere gli scalogni tagliati finemente, lo zenzero e l'aglio. Stufare leggermente.


Scalogni, zenzero ed aglio (tris di profumi)
Aggiungere i liquidi e portare ad ebollizione. Mettere la carne in pentola e stufare per un'ora o comunque verificare la cottura. (questo sistema per stufare la carne è tratto dal libro di Gordon Ramsay (*) che ho ricevuto in regalo da mia cugina!). A piacere stufare aggiungendo man mano il liquido in maniera tradizionale, sempre con fiamma bassa!!! Io stavolta ho seguito il sistema Gordon, ma onestamente quello tradizionale lo trovo più affine al mio metodo.


Servire con polenta, cous cous, oppure con riso biologico cotto a vapore (io al microonde) con acqua e vino bianco Timorasso (è veramente fantastico e profumatissimo!!!). Spolverare con zenzero.

E come accompagnamento, naturalmente provateci IL TIMORASSO, lui quello che per antonomasia vi viene subito in mente  il "Derthona" di Walter Massa, vignaiolo in Monleale. Non ci ha deluso il suo del 2007 (badate che è un bianco profumatissimo...e sono già passati quasi 5 anni dalla vinificazione!!!)
Credetemi, staccandoci dall'abbinamento tradizionale carne ----> vino rosso (più o meno corposo) io con questo bianco ho trovato una raffinatezza sublime di profumi ed aromi. E mio marito ha apprezzato!!!

Riso, filetto di maiale ...




....scalogni profumati allo zenzero.



(*) il libro nella ricetta originale prevede il porro, al posto dello scalogno (ma io non lo avevo ed ho voluto usare i prodotti dell'orto di famiglia) e lo zenzero fresco (molto difficile da reperire dalle mie parti, perciò mi tengo sempre quello essicato in dispensa), sulla scelta del vino si parlava di vino bianco ed io ho voluto omaggiare il mio territorio con il Timorasso. In finale consigliava di aggiungere delle foglie di cavolo cinese, ma avendo cucinato il cavolo il giorno prima l'ho omesso.

Il libro da cui ho preso spunto è questo:


mercoledì 11 gennaio 2012

Cuore soufflè di carota

Come annunciato, devo cercare di ritornare a cucinare un pò più sano, ma per sano non possiamo di certo intendere solo riso in bianco e pollo lesso, giusto?

Basta pochissima fantasia, due avanzi di frigo e il divertimento e il piacere di mangiare sono assicurati.

Ingredienti

3-4 carote biologiche medie
mezza confezione di panna vegetale (avanzo di frigo)
una manciata di mandorle spellate (avanzo di dispensa)
due uova biologiche
due cucchiai di Farina Antigrumi Molino Chiavazza
semi di sesamo nero (nuovo bio-acquisto)
sale di Camargue (regalo della zia)

Procedimento
Pulire e tagliare a rondelle le carote, cuocerle a vapore nel microonde per 6 minuti nell'apposito cestello.
Nel boccale del bimby inserire le carote e le mandorle e tritare a vel 5-6 per qualche secondo.
Aggiungere la panna, la farina e le uova e amalgamare a vel 4-5 per 20 secondi. In ultimo aggiungere un cucchiaio di semi di sesamo nero e miscelare a vel. 2.

Nei pirottini in silicone a forma di cuore di Happyflex cospargere il fondo di semi di sesamo nero.


Pirottini in silicone cuoriciosi
Versare il composto. Salare solo in superficie con un pizzico di ottimo Fleur de sel de Camargue, si tratta di un sale pregiatissimo, non raffinato, iposodico, è di grana un pò più grosso dei sali fini da cucina.

Cuocere nel microonde a 650 W per 6 minuti.


Cuor di carota


Dritto e rovescio


Servire a scelta o tiepidi o caldi. Sono adatti anche ai bambini, simpatici e coloratissimi, ricchi di vitamina A.
Io li disposti alcuni dritti, alcuni capovolti, in modo da creare un pò di contrasto di colore.


Guardate che belli sul vassoio ovale in foglia di palma di Ecobioshopping, trovo così chic l'abbinamento e questi piattini così belli che non riesco a fare a meno di usarli.


lunedì 9 gennaio 2012

Malloreddus alla Campidanese

Che la meravigliosa terra sarda sia un pò come la mia seconda terra non è un fatto nuovo. La Sardegna mi ha stregata ormai tanti anni fa e nulla mi ha fatto cambiare idea, i luoghi, i profumi, la gente, il cibo e il vino sono un mix di cultura autoctona e di culture di invasori che la terra sarda ha dovuto "accogliere"... Tutto nasce da una serie di amicizie e di parentele che mi legano a quest'isola paradisiaca  (badate bene la Sardegna VERA non è solo spiaggia candida e  mare cristallino !) e che in ogni momento me ne fanno sentire la nostalgia....quindi cosa posso fare di meglio che prendere il mio libro di ricette preferito "Gastronomia in Sardegna" e spulciare la ricetta adatta per farmi rivivere un ricordo?


Malloreddus alla Campidanese (tratto dal libro suddetto adattando le dosi)
Ingredienti:
200 gr malloreddus
50 gr salsiccia (ci vorrebbe quella sarda ma io non l'avevo!)
un barattolo piccolo di salsa di pomodoro home made
pecorino sardo a piacere
cipolla (scalogno bio)
zafferano
olio d'oliva
sale

Preparazione
Tagliare cipolla(o scalogno) e salsiccia a pezzetti. Rosolare in olio di oliva, aggiungere la passata di pomodoro, aggiungere lo zafferano e salare (io non l'ho fatto, perchè la salsiccia era già saporita).
Cuocere i malloreddus in acqua salata.
Servire con il sugo ed una abbondande spolverata di pecorino stagionato grattuggiato.



Malloreddus alla Campidanese


Particolarmente saporito!
Un bicchiere di Carignano del Sulcis .....e buon appetito!

Voglio ringraziare tantissimo la ditta Molino Chiavazza, che è stata la prima azienda con cui ho collaborato e con il loro contest sulle paste regionali ho vinto con tre ricette della tradizione della mia famiglia e della mia zona.
Pochi giorni a ridosso delle festività nella cassetta della posta ho trovato una busta contenente un libro con tutte le ricette vincitrici di tale contest. La sorpresa è stata enorme e la felicità alle stelle.....Grazie Grazie Grazie

Il libro con le ricette delle food blogger



Corzetti Novesi


Gramigna per minestrone

Gnocchetti in brodo