Questa pasta è tipica della tradizione delle nostre campagne del basso Piemonte. Veniva spesso utilizzata nelle cene dei giorni di festa, facendo bollire i gnocchetti in brodo di cappone o di gallina provenienti dall'aia di famiglia.
| Ricetta in dialetto novese |
Vengono realizzati dei piccoli serpentelli di pasta che man mano si fanno scorrere su una apposita tavoletta in legno che si tramandava di madre in figlia, quella in foto è quella di mia nonna. Alcune donne realizzavano i gnocchetti facendoli rotolare direttamente su un telo da cucina appoggiato sulla gamba destra, rimanendo sedute (come vedete nello schizzo sopra).
Successivamente venivano stesi su un setaccio ad asciugare, una volta essicati si potevano conservare in barattoli o sacchetti di carta.
Ingredienti (come da ricetta di mia nonna)
1 hg di farina
1 tuorlo
Questa è la proporzione per l'impasto. Come vedete ogni famiglia aveva la sua variante. L'importante è ottenere un impasto piuttosto sodo.
La stagione magari non si presta ad immaginarlo ma vi garantisco che questa pasta nel brodo, la sera di Natale nella nostra famiglia non è mai mancata! Una vera delizia. Se piace si può servire con una abbondante manciata di grana, ma a noi onestamente piace già così, bella soda, con il calore del brodo si crea un connubio veramente speciale.
Ne gradite?
Guardate la dimensione rispetto al cucchiaio da minestra e capirete quanto lavoro c'è dietro a questa pastina!!!!
Con questa ricetta partecipo al contest di La Cultura del frumento sulle paste regionali (parte seconda).


